Arafah, la verità scende potente

La verità scende potente ad Arafa

-Di Umm Gibril-

Il momento della verità (Haqq) potente nella vita di un musulmano è sicuramente il giorno di Arafah durante il Hajj.

Immagina, se non ci sei stato, di essere un puntino tra milioni di puntini che, nello stesso preciso momento, due ore per l’esattezza, nel pomeriggio tra la preghiera del Asr (di metà pomeriggio) e il maghreb (tramonto), si trova assieme ad altri milioni di puntini vestiti nella stessa maniera, con le mani al cielo che piangono supplicando nel medesimo modo il Creatore dei Mondi.

Tutti vicini in una zona ben precisa della penisola araba, che è forse più piccola di 5 kilometri quadrati, fitta di tende una attaccata all’altra e di cuori che battono tutti alla stessa maniera ansimando e bramando il Suo perdono.

Quel giorno in quelle due ore, non ci sono differenze tra sciiti e sunniti, tra salafiti e sufi, tra fondamentalisti e modernisti. Tutti identici a recitare gli stessi duah (invocazioni), supplicanti il Suo perdono e la Sua misericordia.

Quel giorno gli uomini più duri e insensibili finalmente si sciolgono in un pianto a dirotto, perché in quel giorno alla Sua presenza non è possibile più alcuna arroganza o presupponenza.  E la sporcizia di qualsiasi cuore scivola via.

In sha Allah.

Allahu Akbar wa lillahi hamd.

In quelle ore chiunque apra il suo cuore al Haqq (Dio che è la Verità) riceve la verità, e quindi comprende ciò che magari non riusciva a comprendere precisamente. Ogni dubbio svanisce e improvvisamente la strada diventa limpida e la luce di Allahu Ta Ala abbaglia la più piccola ipocrisia e la disintegra.

Che la migliore ammoniaca non riuscirebbe a sbiancare così bene.

Gli ipocriti faranno fatica a riprendersi, sicuramente barcolleranno e si vergogneranno almeno in quel momento, perché la Sua Potenza scende come una scossa forte e la taqwa (il timore di Lui) penetra nel corpo di chi ha anche solo un briciolo di fede.

Impossibile superare indenni quel momento benedetto di quel giorno benedetto in quel posto benedetto.

Arafah è il cuore del pellegrinaggio, addirittura si può dire che sia ‘il pellegrinaggio’. La connessione con il Divino nel giorno e nel luogo di Arafah serve per far comprendere cosa significa aver avuto il regalo dell’islam.

Si vive una vera e profonda esperienza che ci possiamo immaginare essere simile a quella che dovremo vivere il giorno del giudizio. Non ci saranno più divisioni, arroganze, amicizie o inimicizie. Ci sarai solo tu assieme a tutta l’umanità, ma i musulmani saranno raggruppati sotto l’ombra del Profeta Muhammad che è il leader della ummah (comunità islamica), protetti dalla sua intercessione e dalla sua promessa di aiuto.

Salla allahu wa alehi wa sallam (pace e benedizione su di lui).

Non ci sarà nessuna nafs che si crederà meglio, ci si dimenticherà dei figli o dei genitori, dei mariti e delle mogli. Ognuno dovrà pensare a sé stesso e aspettare che una goccia dell’oceano della Sua misericordia scenda sul suo capo. E quella goccia microscopica potrà annientare i nostri quintali enormi peccati.

Hai capito perché è così importante fare l’impossibile per essere ad Arafah almeno una volta nella vita?

Mancano pochi giorni ad Arafah, sintonizza il tuo calendario per non perdere questa benedizione, sia che tu parta per il hajj o che tu stia a casa tua potrai beneficiare dei regali di questo giorno.

Ma quanto è infinita la Sua misericordia? Ogni mese del nostro calendario lunare abbiamo chance e possibilità per ricevere il Suo perdono.

Allahu Ta Ala non sa più come dircelo, raccomandarcelo, sperare che ce ne accorgiamo sentendoci infinitamente piccoli, e contestualmente enormemente fortunati per avere continue possibilità e poter ricevere doni ogni momento.

Non perderti nel dunya, cerca Arafah anche dall’Italia. In empatia con i pellegrini, possiamo raggiungere i loro duah, unirci con quei milioni di cuori ed essere alla Sua presenza anche da casa nostra.

Così lontani, così vicini.

Allah perdonaci e guidaci alla Tua Presenza, degni del Tuo Amore. Amin

 

 

 

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