Musulmana velata, la versione migliore di me

Musulmana velata, la versione migliore di me
– Riflessioni e richiesta di aiuto da parte di una cara sorella in anonimo.
Ho riflettuto molto a come mettere per iscritto il vortice di pensieri che per mesi e mesi mi perseguita, e ancora non sono riuscita ad ordinare le mie idee e prendere quella piccola grande decisione, nella maniera definitiva.
Sono sempre stata una persona molto insicura, raramente scelgo di affrontare delle situazioni senza avere ragionato, ipotizzato e analizzato quali potrebbero essere le conseguenze.
Invece è stato diverso in due occasioni: decidere di sposare l’amore della mia vita e indossare il velo.

Ricordo come fosse ieri il giorno in cui decisi di mettere il hijab per la prima volta, doveva essere solo una “prova” per capire quale sarebbe potuta essere la reazione delle gente nei miei confronti, e quali sarebbero potute essere le emozioni e sensazioni che avrei provato.
Inutile dire che da quel momento non lo tolsi più, e sono passati esattamente 3 anni.
Spesso mi viene chiesto il motivo per cui abbia deciso di “rivoluzionare il mio look”, semplicemente il velo è stato l’esternazione di qualcosa di forte che mi sentivo esplodere dentro, sentivo che era il momento, la cosa giusta da fare, il risultato di ricerche e letture che avevano riempito il mio cuore ed alleggerito la mia anima.
Non conoscevo nessuna ragazza che lo portasse e non avevo alcun supporto, ma decisi di iniziare un percorso che mi portò a conoscere tante persone meravigliose, a creare profonde amicizie e a percorrere un’odissea interiore per accrescere la mia fede.
Non mi pento assolutamente dell’esperienza che ho deciso di affrontare perché mi ha portato ad imparare cose che altrimenti non avrei mai potuto comprendere.
Indossare il velo ti ricopre immediatamente del ruolo di musulmana “ambasciatrice” della religione, una semplice sciarpa avvolta attorno al viso è una dichiarazione di ciò in cui credi e dei tuoi ideali, per cui bisogna fare attenzione al comportamento che si assume ed il modo in cui ci si esprime poiché ogni giudizio positivo o negativo si riflette poi sull’idea che “l’altro” ha dell’Islam.
Modestia è la parola chiave, innanzitutto nel vestire dal momento che il velo in sé non è sufficiente!
L’intero guardaroba viene rivoluzionato, addio a tutto ciò che è corto, scollato e troppo stretto, non è certo impossibile, anzi,  il cosiddetto “modest -fashion” ti insegna e ti educa ad essere una musulmana più meticolosa e precisa, a cercare di creare degli abbinamenti ‘più modesti’ e rifinire poi il tutto con un velo che si intoni. Modesti lo si è anche nel parlare, evitando un linguaggio scurrile per esempio, mantenendo sempre la “lingua umida del ricordo di Allah” (come scritto da Nawawi Hadith 40).
Ti aiuta a capire che sei una musulmana profondamente ‘stonata’ se ti esprimi in maniera volgare.
Questi 3 anni mi hanno insegnato ad apprezzare le più piccole cose come un complimento educato e pacato verso la mia cresciuta modestia sia un brodo caldo per la mia anima; più del complimento sfacciato riivolto ad alcune mie prestanti parti del mio bel corpo.
Ho imparato quanto un sorriso ed un comportamento educato possano portare le persone ad incuriosirsi in modo positivo, a fare domande costruttive, “costruire ponti” e distruggere pregiudizi.
Nonostante tutto ciò, non vi nascondo l’altra parte della medaglia. E’ stato difficile, e ancora adesso lo è, dover affrontare i miei perenni dubbi e le mie paure, in quanto persona insicura appunto, e mi capita tutt’ora di pensare a toglierlo.
Nessun episodio particolare, nessuna crisi esistenziale, nessuno sguardo intimidatorio o commento spregevole, niente di tutto questo.
In verità non mi sento “abbastanza” diciamo adatta a indossarlo.
Non abbastanza all’altezza, quanto le migliaia di fashion blogger sempre sul pezzo, non abbastanza coraggiosa da cercare lavoro perché ho paura di essere scartata per il velo e di soffrirne. Non abbastanza forte da poter sopportare di entrare in qualsiasi ambiente senza sentirmi in imbarazzo. Non abbastanza degna di rappresentare così ben visivamente questa meravigliosa religione.
Questi sono solo alcuni dei pensieri che mi tormentano, seguiti da tutti quelle supposizioni.
“Se togliessi il velo sarei una musulmana peggiore?”
“Se lo togliessi la gente non mi guarderebbe più allo stesso modo?”
“Sarei meno musulmana senza?”
“Passerei più inosservata, ma Dio mi perdonerebbe?”
Potrei sembrarvi superficiale ponendo questo tipo di domande, magari pensate che il mio è solo un calo di fede che devo potenziare, portare pazienza, pregare ed aggrapparmi al pensiero di Dio, perché non conta quanto grande sia il mio peccato ma quanto grande sia colui a Cui disobbedirei.
Io ho compreso a fondo il significato del hijab e provo profondo rispetto e sinceramente anche una punta di invidia, per tutte quelle donne che lo portano con fierezza oserei regale, senza dubbi, senza ripensamenti, con una naturalità straordinaria, che provano ribrezzo solo all’idea di uscire scoperte perché si sentirebbero vulnerabili e “nude”.
Ma queste sensazioni, purtroppo non mi appartengono, non più.
Sono davvero combattuta, perché per quanto desideri continuare per questa strada, quella giusta, una parte di me sa che i dubbi continuerebbero a perseguitarmi anche in futuro. Nella mia testa si sta combattendo una vera e propria jihad, una lotta continua tra ciò che vorrei e non dovrei fare, tra il senso del dovere e ciò che mi sento di volere, senza contare i sensi di colpa che non mi danno tregua: donne che lottano per il diritto di indossare il hijab, che vengono insultate, picchiate e addirittura uccise per un pezzo di stoffa a cui non vogliono rinunciare in quanto rappresenta il loro essere, la loro fede e per questo vale più della loro stessa vita.
Mi sento profondamente solidale con loro e vorrei combattere la loro stessa battaglia pacifica.
Ma davanti a tutto ciò mi sento così piccola e ridicola.
Come potete immaginare le ho pensate proprio tutte! Tant’è che incrociandovi per strada è possibile che vi guardi e automaticamente nella mia mente vi incornici il viso con un bel velo nel caso non lo portaste, o vi ammiri timidamente nel caso invece lo indossaste. Sento di dover prendere al più presto una decisione definitiva, e desidero rappacificare il mio cuore!
O certo, c’è di molto peggio, direte voi, ma questo vortice di pensieri che non riesco a fermare mi sta ossessionando.
Pur avendo chiesto aiuto anche anonimamente online laddove speravo di trovare risposte soddisfacenti, non ne ho trovate appunto perché è una situazione “banale” che può risultare superficiale quando in realtà non lo è.
Ed anche oggi, che mi sono decisa a scrivere, speravo che nero su bianco le mie idee confuse, sarei riuscita a mettere un po’ d’ordine in testa, ma  non è così. Però anche solo essermi sfogata finalmente, in maniera più esaustiva, avendovi raccontato tanto di me, seppure in anonimo, mi ha fatto stare meglio.
Nonostante tutto, e qualsiasi sarà la mia scelta, rimango fermamente convinta della mia religione. l’Islam fa parte di me e nel mio cuore è tatuata la Shahada (attestazione di fede in Dio e nell’ultimo dei Profeti).
Consapevole oggi più di prima dei miei difetti e debolezze, mi appresto ad accettarli da un lato, e dall’altro a sforzarmi per diventare la versione migliore di me. Desidero diventare una donna migliore, una figlia migliore, una migliore amica e una migliore moglie.
Con o senza il velo potrò migliorare ?
Care amiche sorelle che lo indossate o che non lo indossate, vi prego di aiutarmi, col permesso di Dio.
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