Musulmane femministe sì o no? Mohamed Amin Attarki

Vj: ‘Cosa ne pensi del femminismo tra le donne musulmane?’

M.A.A: ‘La prima cosa è chiedersi cosa sia il femminismo.Poi capiremo se le donne musulmane hanno necessità di ricorrervi.
Wikipedia fornisce queste 3 definizioni:
– La posizione o atteggiamento di chi sostiene la parità politica, sociale ed economica tra i sessi, ritenendo che le donne siano state e siano, in varie misure, discriminate rispetto agli uomini e ad essi subordinate;
– la convinzione che il sesso biologico non dovrebbe essere un fattore predeterminante che modella l’identità sociale o i diritti sociopolitici o economici della persona;
– il movimento politico, culturale e sociale, nato storicamente durante l’Ottocento, che ha rivendicato e rivendica pari diritti e dignità tra donne e uomini e che – in vari modi – si interessa alla comprensione delle dinamiche di oppressione di genere.

Dunque partendo da queste 3 definizioni, penso che la comunità islamica non abbia bisogno di alcun femminismo, poiché l’Islam già più di 1400 anni fa rivendicò ogni sacrosanto diritto per le donne. L’islam dunque fu precursore di una sana e sostanziosa rivoluzione. Basti pensare che il messaggio islamico vietò di seppellire viva la figlia femmina, considerata nella cultura arabo pre islamica un segno di disgrazia. Il Profeta Muhammad* usciva di casa tenendo abbracciate a lui le sue figlie, mostrandosi felice e fiero di esse. L’islam onorò le donne del diritto di divorziare, di votare, di abortire, di studiare e lavorare già 1400 anni fa. Se pensiamo che nell’occidente evoluto questi diritti arrivarono solo il secolo scorso quindi 1300 anni dopo, di cosa stiamo parlando ora?

Bisogna domandarsi il perché non si conosca il significato profondo della parola femminismo, e capire che il motivo è da ricercare nei problemi oggettivi e soggettivi che hanno vissuto i musulmani negli ultimi secoli della loro storia. Fino a qualche decennio fa, la grande maggioranza  dei musulmani erano coloni, per esempio. Con il passare degli anni all’islam tradizionale ed autentico si è sostituito un concetto di tribalismo culturale che riduceva sempre più il ruolo della donna nella società, anche per paura che questa assimilasse usi e costumi dei colonizzatori.

Oggi la comunità islamica vive di eredità sbagliate o inadatte sia dal punto di vista culturale che religioso, di atteggiamenti e stile di vita provenienti da altre culture. C’è sicuramente tanta confusione, innovazioni , modernismi secolarizzati e integralismi sterili che fanno diventare la donna musulmana sia oggetto di piacere da una parte, che soggetto sottomesso dall’altra. Niente di peggio che vedere donne che si vogliono liberare dall’Islam, di fatto svuotato del suo profondo significato, e dall’altra parte donne che cedono a doversi asservire ad un uomo che le deruba di ogni diritto e dignità, in nome di gravissime mal comprensioni dei precetti religiosi. Questi sono gli esempi opposti, entrambi tristemente ben visibili in ogni comunità islamica in ogni parte del mondo.

Penso che serva un grande risveglio spirituale tradizionale, per comprendere cosa sia questa esigenza illogica, anche in seno alla nostra comunità, di rivendicare un femminismo dei diritti; perché nel vero Islam già ci sono, ma i musulmani li hanno dimenticati vergognosamente.’

VJ: ‘Pensi ci sia bisogno di parlare di più di questi temi nella comunità islamica?’

M.A.A: ‘Certamente abbiamo bisogno di riflettere sempre su ogni argomento offerto dalla società non islamica e valutare.
Sul femminismo penso che sia difficile; fatichiamo ancora a parlare e riflettere di argomenti come la sessualità, i rapporti genitori e figli, i problemi psicologici, le deviazioni sessuali…
Riflettere sul femminismo vuol dire anche riflettere sugli insegnamenti del Profeta Muhammad*, su come si comportava con le sue mogli, con le sue figli, con le mogli dei credenti, con tutte le donne del suo tempo. Oggi i musulmani, sono certamente più indietro e imbarazzati su tanti temi. Riflettere sul femminismo vuol dire pensare alle grandi donne della storia islamica e perché queste donne abbiano fatto cose straordinarie ed invece oggi si viva come nel medioevo europeo di 600 anni fa.

Penso che quando i leader dei musulmani europei, capiranno di non essere più solo riferimento di un gruppo di migranti, ma di una parte attiva e integrata nella società dove lavorano e vivono e crescono i loro figli; quando prenderemo esempio da shuyuk come Hamza Yusuf, Zaid Shakir, Usama Cannon, Omar Suleyman e Nouman Ali Khan, riusciremo a riflettere chiaramente e cominceremo ad affrontare i temi importanti e urgenti della vita contemporanea.

VJ: ‘Come spiegheresti ad un non musulmano la giurisprudenza islamica che riguarda i diritti della donna?’

M.A.A: ‘Partirei da un versetto semplice che spiega l’origine dell’umanità: Dice Allah: “O uomini, vi abbiamo creato da un maschio e una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù, affinché vi conosceste a vicenda. Presso Allah, il più nobile di voi è colui che più Lo teme. In verità Allah è sapiente, ben informato.” (Sura 49, 19)
Allah sostiene sia i maschi che le femmine nella stessa maniera e dice: “Daremo una vita eccellente a chiunque, maschio o femmina, sia credente e compia il bene. Compenseremo quelli che sono stati costanti in ragione delle loro azioni migliori.” (Sura 16, 97) Non ci sono differenze tra maschio e femmina e la ricompensa è per entrambi, la differenza è solo per la loro opera.

Al Profeta Muhammad* fu chiesto chi debba essere la persona più importante della nostra vita e lui rispose per tre volte: ‘Tua madre’ e solo alla quarta volta che gli fu ripetuta la domanda disse: ‘Tuo padre’.

VJ: ‘Cosa consigli alle tue sorelle nella fede?’

M.A.A: ‘Esattamente ciò che consiglio a mia Sorella Hager, cioè di essere musulmane partecipi alla vita della comunità, di rompere lo schema della donna che non va in moschea, della donna che sta fuori dai giochi della società.
Oggi abbiamo tante donne musulmane in carriera come avvocatesse, dottoresse, ricercatrici, giornaliste, segretarie, ottime madri e stupende compagne di vita, però la moschea risente della mancanza delle donne attive e partecipi.
Care sorelle non vergognatevi di mettere il velo, di dire che siete musulmane, di perdere un posto di lavoro perché scegliete di seguire la religione al 100%, il nostro sostentamento ci aspetta con o senza velo, ma con il velo sarà una conquista straordinaria.
Care sorelle cercate aiuto e conforto nella comunità, che ne avete ogni diritto, e ispiratevi a donne come Fatima Al Fihri che fondò la prima università della storia.

La moschea è anche per voi per, per ritrovare la spiritualità in questo mondo materiale e al tempo del Profeta Muhammad* le donne pregavano il Fajr in moschea dietro agli uomini.

Care sorelle siate la colonna portante della comunità, madri che guidano alla religione, e mogli che completano la nostra fede, il vostro compito non è semplice, ma Allah vi ricompenserà in base a questo grande e difficile, ma fondamentale ruolo portante.

Oggi è tempo di uscire dalla visione arabizzata dell’Islam, non siamo in un paese arabo e l’Islam non è la religione degli arabi, bensì è la religione universale per ogni tempo e per ogni luogo, per ogni popolo e per ogni lingua, per ogni maschio e per ogni femmina, devoti ad un unico Creatore, che si sostengono nel bene e per il bene dell’umanità.

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